giovedì 13 gennaio 2011

L'impero delle luci...

Mi sono avvicinata all'arte negli anni delle superiori, soprattutto gli ultimi due, quando la facevano da protagonista le opere moderne.
Uno dei miei preferiti in assoluto è Magritte.
Pittore simbolo, forse, della corrente artistica del Surrealismo.
Il primo Manifesto surrealista definì così il Surrealismo:
« Automatismo psichico puro, attraverso il quale ci si propone di esprimere,
con le parole o la scrittura o in altro modo, il reale funzionamento del pensiero.
Comando del pensiero, in assenza di qualsiasi controllo esercitato dalla ragione,
al di fuori di ogni preoccupazione estetica e morale. »
Corrente fortemente influenzata da Freud e dalla sua Interpretazione dei sogni, da voce a tutto ciò che prima del 1900, era rimasto soffocato dalla realtà, l'unico modo di vedere una cosa era ciò che l'occhio e la mente  fa percepire.
Il surrealismo va oltre, parla anche di sogno e di come le cose a volte non sono come sembrano:
esempio semplicissimo è l'opera di Magritte "Ceci n'est pas une pipe" 


Questa non è una pipa, bensì una rappresentazione di una pipa. Ho trovato scritto che lo stesso Magritte disse di quest'opera che quella pipa non si poteva riempire quindi sarebbe stato assurdo definirla appunto una pipa.

Non è di quest'opera che volevo parlare bensì di un dipinto che a parer mio è meraviglioso.
Un capolavoro che sempre il signor Magritte ha voluto regalarci: "L'impero delle luci"


A un primo, distratto sguardo si pensa a un dipinto semplicemente ben eseguito. Credo che chiunque abbia nulla da ridire sulla tecnica e sul soggetto preso in maniera quasi fotografica.
Ma a una secconda, più attenta, visione si scopre che l'immagine è semplicemente impossibile.
Il perchè sta proprio nel soggetto, il cielo preso di giorno. Un cielo primaverile, con delle nubi innocue tipiche di una giornata serena.
Il resto dell'immagine invece è presa di notte. Una notte cupa, uggiosa, il riflesso della casa fa percepire la presenza di una pozzanghera. Il tutto reso visibile solo dalla luce fioca del lampione al centro del dipinto.
L'immagine è quindi surreale in tutto e per tutto.
Superata quindi la soglia della normalità sorge spontaneo chiedersi che significato avesse quest'opera e Magritte stesso ci risponde con queste parole  "Il paesaggio fa pensare alla notte e il cielo al giorno. Trovo che questa contemporaneità di giorno e di notte abbia la forza di sorprendere e di incantare. Chiamo questa forza poesia."

Davanti ad opere tecnicamente belle come potrebbero essere "La Gioconda" o "La venere", il pensiero rimane freddo, al di là di un'immagine perfetta non c'è nient'altro.
Forse la forza poesia che nomina Magritte sta proprio nel fatto che la sua opera suscita domande e riflessioni.

Si potrebbe rimanere ore a parlare di lui e dei suoi quadri, non arrivando da nessuna parte perchè i pareri a riguardo sono talmente soggettivi che si potrebbe non smettere mai di discuterne. Magari in futuro scriverò di lui ancora.
Per ora torno a guardarmi ancora per qualche minuto il meraviglioso "Impero delle luci", rapita da un'immagine che può esistere solo nei sogni, quei sogni che tanto hanno turbato il '900 e che ancora oggi sono il modo per fuggire dalla vita reale e rifugiarsi in qualcosa che apparentemente può sembrare vero ma in realtà... non c'è.

2 commenti:

Giulia Giarola ha detto...

Mi piace l'arte, mi ha sempre affascinato. Anche se al liceo ho dovuto studiarla da sola praticamente, visto che ogni anno cambiavamo professore ed erano uno più incompetente dell'altro. Nonostante ciò è un mondo che amo e che fin da piccola ha suscitato il mio interesse! Io adoro a dismisura l'Impressionismo, ma non c'è corrente artistica che io disprezzi, anzi! Magritte è un genio non c'è che dire e questo post esprime proprio tutta la tua passione :)
Io adoro anche le coincidenze. Proprio pochi minuti fa ho finito di studiare Freud. Poi sono venuta a leggere questo tuo post... che ci sia lo zampino del "caso"? ;)

Daniela ha detto...

Wow... adoro anch'io le coincidenze.
Danno agli avvenimenti un tocco surreale (tanto per rimanere in tema)

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