venerdì 17 dicembre 2010

Natale...o quasi

Sarà che fuori nevica, sarà che tra un paio d'ore sono ufficialmente in ferie, sarà che ho il pensiero fisso di finire il presepe, sarà che se ne parla da almeno un mese, comincio ufficialmente a pensare al Natale.
Ma dov'è il Natale? Cos'è il Natale?

Come detto ho il pensiero fisso di finire il presepe, perchè da qualche anno mi è venuta questa passione.
Quest'anno ho cominciato a pensarlo a Novembre.
Ho trovato una bellissima immagine su internet e da quella non mi sono più schiodata.
Ho preso cartoncino, das, gesso, legno, tempere e ho cominciato.
Da Novembre, più o meno tutte le sere che ho disponibili, vado in quella che una volta era una taverna, ora lo chiamo "bunker dei pasticci".
Taglio, coloro, faccio, brigo.... sta venendo bene, dico la verità. Ancora gli ultimi ritocchini e poi potrò finalmente metterlo in casa e farlo vedere alla gente.
Ho perso tanto, tantissimo tempo in tutto quello che è la struttura interna, in tutto quello che è il fuori.
Muri di gesso, porte scolpite nel polistirolo e ricoperte anch'esse con il gesso. La tonalità del colore che non riuscivo a trovare. Mi sono concentrata soprattutto li.
Quest'anno ho deciso di fare anche la natività, quindi non ridurmi alle classiche statuine di plastica, ma farle, dal nulla.
Mi sono limitata a fare la natività, testoline fatte di das, corpo di fil di ferro e cotone e poi ai vestiti ha pensato la mia mamma.
La cosa a cui ho dedicato meno tempo in assoluto è stata proprio la statuina di Gesù.
Ho fatto la testolina in das, un batuffolo di cotone per fare il corpo e poi l'ho avvolto in una striscia di stoffa.
Eccolo li, ecco il Natale.
Si pensa tanto all'esterno, al contenitore del Natale, ma poi ci si dimentica della vera essenza della festa.
Il Natale io l'ho avvolto in una fascia di stoffa, ho fatto due occhietti addormentati e nulla più.
Ho cercato di ricreare però la giusta atmosfera con un gioco di luci.
Il mio presepe infatti è la classica stalla, resa cupa dai colori che ho scelto. Toni del grigio e del nero. Un ambiente freddo, cupo.
Fuori dalla stalla una via, con delle porte, una fontana. Il tutto colorato con sfumature di giallo, ocra e marrone chiaro.
Ho messo una luce gialla a marcare il fatto della luminosità, del giallo, della vita.
Nella stalla è tutto buio, tutto tranne quella testolina di das, illuminata da un piccolo faretto.

Ho fatto tutto in maniera casuale, solo ora pensandoci ho visto che non solo ho fatto un bel presepe ma che ho ricreato perfettamente quello che è il mio Natale.
La voglia di tenere la strada affollata fuori, staccata.
Il buio della stalla. Non un buio che fa paura, ma un buio intimo, un buio che vuole proteggere ciò che gelosamente contiene.
Li dentro c'è il mio Natale.
Il 25 Dicembre ho voglia di creare il buio attorno a me, anche solo per un istante, e dare spazio a quella luce che illuminerà il mio vero Natale.

non appena sarà finito aggiungerò anche qui qualche foto del mio presepe, intanto non posso far altro che guardarmelo in solitaria, mel mio bunker dei pasticci e dirmi "brava Dani, ottimo lavoro!"


1 commenti:

Giulia Giarola ha detto...

bello questo post! non vedo l'ora di vedere il tuo presepe.. complimenti! :)

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